Che sarà di noi?

June 10, 2016

Oggi nel 2016 viviamo in un'epoca davvero veloce, così veloce da sembrar sfuggente ogni cosa su cui ci soffermarci.

Nel mio lavoro, la fotografia, l'affermazione precedente  trova piena applicazione: quante fotografie ci passano ogni giorno sotto gli occhi? Quante sono le foto su cui ci soffermiamo per più di tre secondi? Veramente molto poche! Mi rendo conto che non tutte le foto meritano una "lettura"  più approfondita, ma tante altre meritevoli di attenzione, passano veloci nella nostra memoria "RAM" per poi finire direttamente nel nostro cassetto dimenticatoio.

In questa realtà così veloce e fluida in che posto stiamo noi fotografi? In questo periodo dove è sempre più difficile farsi pagare una cifra equa per il lavoro di fotografo? Oggi che tutti sono in grado di scattare fotografie anche con un telefono? Il cliente sempre più spesso si convince che acquistare un prodotto che potrebbe fare chiunque e quindi cerca di andare a ribasso sul prezzo. Risultato? Noi fotografi ci sentiamo sempre più arrabbiati, scoraggiati cercando di far capire che ciò che acquistano da noi non è un prodotto dozzinale, un prodotto che potrebbe essere realizzato da chiunque.

Celebri sono diventati quei video in cui il cliente pretende di pagare la creatività a fronte di una potenziale visibilità ecco il link per chi non li conoscesse ancora.

 

Vi voglio raccontare di un cliente straniero che ha usato esattamente i principi riportati in questi video per riuscire a strappare un prezzaccio per il nostro servizio fotografico.

Un giorno arrivò una mail dagli Stati Uniti in cui ci vieneiva proposto un lavoro per un servizio di matrimonio, invio preventivo e dopo pochi giorni arrivò la risposta davvero disarmante.

In questa mail mi viene proposto di lavorare per loro quasi gratuitamente ed in cambio mi viene consentita "la pubblicazione" del servizio fotografico sul loro seguitissimo profilo Instagram, così da avere un buon ritorno pubblicitario, a detta loro.

 

Chiaramente non ho potuto accettare, ma sono sicuro che questi giovani sposini troveranno la porta aperta presso qualche altro studio fotografico.

Oggi appare più importante come ci si "muove" sui social, il valore di ogni fotografo viene azzerato e ciò che conta è il marketing.

Allora se non siamo avvezzi ai nuovi strumenti di comunicazione siamo considerati fuori dal mercato? Forse no, sicuramente dobbiamo relazionarci con essi, ma rimane una strada e dovrebbe essere la strada maestra per tutti i fotografi, ovvero essere davvero bravi, in modo tale che altre persone si possano rendere conto e accorgersi del nostro lavoro e metterci in luce.

In definitiva dobbiamo capire che il mondo intorno a noi è cambiato e tutto succede velocemente, è davanti ai nostri occhi, quindi, o continuiamo a pangerci addosso con pensieri del tipo "si stava meglio quando si stava peggio", oppure rimboccarci le maniche e comprendere dove, in tutto questo cambiamento, possiamo trovare il nostro spazio.

 

 

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