Fotografia e A.I.

October 19, 2016

Siamo abituati ai cambiamenti, il nostro cervello si sta adattando a questo nuovo modo di vivere, non esiste niente di certo e tutto si muove ad una grande velocità.

Sono così tanti i mutamenti nell'ultimo secolo, che è difficilissimo elencarli tutti, l'ultimo secolo ha modificato la nostra abitudine più di ogni altro secolo precedente.

L'intelligenza artificiale è una delle ultime sfide che l'uomo si è preposto di raggiungere.

Numerosi sono i romanzi e gli scritti che hanno previsto un futuro governato dalle macchine e più passano gli anni e questa profezia sembra sempre più avvicinarsi.

La fotografia, il nostro mondo, non è esente da questi mutamenti.

Nuove macchine sempre più intelligenti sono state messe a punto da Google e Facebook, macchine in grado non solo di riconoscere ed associare volti ai nomi in modo del tutto automatico (tag), ma in grado anche di riconoscere ambientazioni e contenuti della fotografia, in grado di capire anche se è una foto sia bella o brutta.

Sono davvero in grado di farlo?

Sembrerebbe di si anche se,  ponendo una maggior attenzione a questo fenomeno, emergono alcune incongruenze.

Ha fatto molto scalpore, per esempio, la scelta automatica di Facebook di censurare la foto di Nick Ut, vincitrice del premio Pulitzer, perché considerata dall'algoritmo di Facebook pornografica.

La foto in questione la conosciamo tutti e si può dire che abbia fatto storia, attraverso la conclamata potenza di un'immagine, a volte  più forte di 1000 parole, una foto che ha acceso i riflettori sulla violenza distruttrice del Napalm in Vietnam.

La foto ritrae una bambina nuda che fugge spaventata del suo villaggio in fiamme e questa fotografia, come molte altre, racconta una storia ed è proprio questo che mi domando:

una macchina sarà in grado di comprendere le sfaccettature che possono celarsi dietro un'immagine?

La mia risposta è no, ma con qualche dubbio.

Il costante bombardamento di immagini cui siamo sottoposti, ci ha portato a visionarle e analizzarle con grande velocità e superficialità.

Un approfondimento richiede sempre del tempo che sembra, invece mancare più che mai.

La diretta conseguenza è che stiamo diventando sempre un po' più "stupidi" (e questo succede in numerosi settori, non solo in quello della fotografia) e se l' evoluzione ci porta per mano verso questa direzione, allora i dubbi di cui sopra si fanno più concreti.

Se posso affermare che oggi una macchina non sia in grado di valutare una fotografia come lo farebbe un uomo, non posso, però, mettere la mano sul fuoco per il futuro.

Immaginando una bilancia che pende verso l'intelligenza umana a scapito di quella artificiale, come sarà il futuro se il peso dell'intelligenza umana si facesse sempre più leggero, come accade oggi nella valutazione delle innumerevoli fotografie? Arriveranno le macchine a pensare come l' uomo? Forse si ma solo perché abbiamo intrapreso il percorso di omologazione, catalogazione, globalizzazione che ci rende sempre più simili a cloni computerizzati, facendo si che il gap uomo macchina si assottigli sempre di più.

 

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