Plastic free world

April 17, 2019

Il tema è caldo, molto caldo si sente parlare ovunque di plastica e del danno che provoca al nostro ecosistema, le campagne plastic free sono numerose, come quella inaugurata da sky o come quella del ministero dell’ambiente (link per aderire). Scioccanti ed indelebili nelle nostre menti sono le immagini di quelle maree di plastica galleggianti a Santo Domingo (link del video), o a Ratan nei Caraibi.

 

 

L’immagine che vedete non la troverete nella brochure degli operatori turistici che vi propongono un bel viaggio tra i mari cristallini dei caraibi, inoltre senza andare così lontano, ricordiamo anche la terribile situazione del nostro fiume Po, dove il letto sembra  proprio una discarica a cielo aperto.

 

 

La plastica dei nostri oceani è diventata, per via dell’immenso volume, sempre più dannosa per la vita marina ma anche per l’essere umano stesso.

Se l’uomo continuerà a consumare plastica, si stima che entro il 2050 ci sarà più plastica che pesce in termini di peso.

 

Da non sottovalutare è la presenza della micro plastica negli oceani, quest'ultima viene ingerita dai pesci, ed infine sulle nostre tavole.

Sebbene ancora non sia stata appurata, (secondo le fonti “ufficiali“), la pericolosità di queste sostanze per l’essere umano, io non dormirei sonni troppo tranquilli, visto che si stima che il 90% degli animali marini abbia ingerito micro particelle di plastica.

 

 foto courtesy needforgreen.it

 

Le soluzioni e i rimedi ci sono, ma come al solito, è richiesto un grande sforzo di cambiamento, che non può prescindere dalle singole azioni di ognuno di noi; Nucleika nel suo piccolo cerca anch’essa di fare piccoli passi ed infatti ha smesso di utilizzare i bicchierini di plastica per i propri caffè, oltre a fare da sempre  la raccolta differenziata come ogni civile cittadino dovrebbe fare.

 

Anche nella nostra Sicilia si iniziano ad intravedere delle mirabili iniziative: domenica scorsa un gruppo di sommozzatori si è immerso nelle acque del piccolo borgo marinaro di San Giovanni li utili per ripulire i fondali del porticciolo.

 

 

I promotori sono Toni Palermo, Giorgio Cavallaro, Alessandro Cordaro e Salvo Vasco  della Asd etna divers. Il risultato della “pesca“ ha fatto emergere numerosi pezzi di plastica e copertoni di automobili.

 

 

Un piccolo gesto, questo, che ha anche la funzione di sensibilizzare la popolazione al fine di moltiplicare queste iniziative.

Un’altra attività da tenere presente è quella organizzata dal WWF,  “spiagge plastic free“ ed è una chiamata ad ogni cittadino che voglia partecipare e mettersi in prima linea per contribuire alla riduzione dei rifiuti in plastica sulle spiagge.

Il WWF organizza un tour in moltissime spiagge d’Italia; aderire all’iniziativa è molto semplice basta andare a questo link, registrarsi e scegliere la mappa preferita e il gioco è fatto!

O quasi.

 

Una sfida da non perdere che sta impazzando sui social è la “trash challenge“, una gara per salvare il pianeta, dove i giovani e meno giovani scattano la foto del prima e del dopo pulizia, per poi postarla sui social, così da godersi il proprio spazietto di celebrità, almeno questa volta per una nobile causa.

 

Voglio concludere con un cenno all’attività della città di Terni, la prima città d’Italia che ha aderito alla campagna “ the last straw “ mettendo così al bando alcuni oggetti di plastica ed in particolare le cannucce con cui beviamo le nostre tanto amate  bibite, ma questo è solo l'inizio perché la direttiva europea, che andrebbe recepita in fretta, limita fortemente anche altri materiali di plastica come piatti, bicchieri e posate.​

 

Luis Renzi 

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