Imparare a pre-vedere

May 17, 2016

Siamo fotografi da studio? Allora siamo abituati a gestire il proprio soggetto, la luce e la composizione come meglio crediamo.

Abbiamo tutto il tempo che vogliamo o quasi.

Se invece siamo fotografi che amano scattare la vita che ci scorre davanti gli occhi  cercando di lasciare un' indelebile traccia di ciò che è accaduto, allora dovremmo fare i conti col tempo, diventa di primaria importanza, nel reportage, imparare a vedere prima!

Per quanto non siamo ancora in grado di prevedere il futuro, possiamo cercare di giocare d'anticipo e provare a immaginare. 

Saper prevedere non è una caratteristica prettamente fotografica, ma tiene principalmente all'osservazione dei comportamenti umani.

Imparare a prevedere i movimenti ci consente di creare composizioni dalla grafica più accattivante.

Il maestro indiscusso è stato Henri Cartier Bresson che era in grado di prevedere le scene che si sarebbero parate davanti scattando fotografie senza dimenticare mai la geometria.

Celebre è diventata una sua frase: "fare fotografie significa riconoscere, simultaneamente in una frazione di secondo, sia il fatto in se stesso che la rigorosa organizzazione delle forme percepite visivamente che danno al fatto il suo significato".

Quindi riuscire ad anticipare i movimenti sia dei soggetti ma anche della luce, è una capacità che si apprende nel tempo con molta pratica e va costantemente affinata. 

La vita è come una rappresentazione teatrale non programmata e noi fotografi siamo gli osservatori di questa rappresentazione, e ci sforziamo di cogliere il momento, quello giusto che riesce ad armonizzare le geometrie con le persone che vi si muovono all'interno.

 

 

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